Epizód összefoglalója
Fine settimana di fuoco tra legittime rivendicazioni e violenze. Tra il mezzo milione e gli 800’000 manifestanti sono scesi sabato nelle strade e piazze di Francia, chi in modo pacifico, chi in modo violento. Tanto che i fermi sono circa 1’800 e non mancano centinaia di feriti, anche fra forze dell’ordine e pompieri e fra i numerosi danni spicca l’incendio che ha distrutto il municipio di Limoges. Ed è dopo questi avvenimenti che ieri sera il presidente francese Emmanuel Macron si è rivolto alla nazione. A Modem si discute del come si è arrivati a questo punto, dopo settimane di proteste degli studenti liceali, e su quali siano le implicazioni di questi disordini per una politica francese sempre più concentrata sulle elezioni presidenziali della prossima primavera. Ospiti della trasmissione: Bruno Cousin, sociologo, professore associato all’Università Sciences Po a Parigi Alessandro Grandesso, giornalista da Parigi che da anni collabora con la RSI Paolo Modugno, ha studiato scienze politiche, insegna nel…
Fine settimana di fuoco tra legittime rivendicazioni e violenze. Tra il mezzo milione e gli 800’000 manifestanti sono scesi sabato nelle strade e piazze di Francia, chi in modo pacifico, chi in modo violento. Tanto che i fermi sono circa 1’800 e non mancano centinaia di feriti, anche fra forze dell’ordine e pompieri e fra i numerosi danni spicca l’incendio che ha distrutto il municipio di Limoges. Ed è dopo questi avvenimenti che ieri sera il presidente francese Emmanuel Macron si è rivolto alla nazione. A Modem si discute del come si è arrivati a questo punto, dopo settimane di proteste degli studenti liceali, e su quali siano le implicazioni di questi disordini per una politica francese sempre più concentrata sulle elezioni presidenziali della prossima primavera. Ospiti della trasmissione: Bruno Cousin, sociologo, professore associato all’Università Sciences Po a Parigi Alessandro Grandesso, giornalista da Parigi che da anni collabora con la RSI Paolo Modugno, ha studiato scienze politiche, insegna nel…
Epizódok
Francia, scontri e rivendicazioni
MeghallgatvaFine settimana di fuoco tra legittime rivendicazioni e violenze. Tra il mezzo milione e gli 800’000 manifestanti sono scesi sabato nelle strade e piazze di Francia, chi in modo pacifico, chi in modo violento. Tanto che i fermi sono circa 1’800 e non mancano centinaia di feriti, anche fra forze dell’ordine e pompieri e fra i numerosi danni spicca l’incendio che ha distrutto il municipio di Limoges. Ed è dopo questi avvenimenti che ieri sera il presidente francese Emmanuel Macron si è rivolto alla nazione. A Modem si discute del come si è arrivati a questo punto, dopo settimane di proteste degli studenti liceali, e su quali siano le implicazioni di questi disordini per una politica francese sempre più concentrata sulle elezioni presidenziali della prossima primavera. Ospiti della trasmissione: Bruno Cousin, sociologo, professore associato all’Università Sciences Po a Parigi Alessandro Grandesso, giornalista da Parigi che da anni collabora con la RSI Paolo Modugno, ha studiato scienze politiche, insegna nel…
Il futuro di “FIFAntino”
MeghallgatvaEletto presidente della FIFA nel febbraio del 2016 con la promessa di ripulire l’organizzazione dopo gli scandali corruzione che avevano travolto Sepp Blatter e Michel Platini... Si era presentato come amministratore competente e riformatore, promettendo più trasparenza e più fondi da redistribuire alle federazioni calcistiche di tutto il mondo... Tuttavia con il passare degli anni la figura di Gianni Infantino si è però incrinata tra accuse di derive accentratrici e di espansione economica quantomeno aggressiva... A Modem parliamo dunque di sport, o piuttosto sarebbe meglio parlare di geopolitica dello sport, perché di potere e di consenso globale che si tratta, e lo facciamo all’indomani di un incontro avvenuto a Zurigo tra i vertici del calcio mondiale: la FIFA appunto ma anche i rappresentanti delle federazioni continentali con in particolare la UEFA sul piede di guerra. Gianni Infantino è ormai un presidente intoccabile o il modello FIFA rischia una spaccatura insanabile? Ne parliamo con: Gianluca…
Onda d’urto cinese
MeghallgatvaOltre un miliardo di euro al giorno: a tanto ammonta, secondo i dati dell’Unione europea, lo squilibrio negli scambi commerciali tra la stessa UE e la Repubblica Popolare Cinese. Nel 2025 un divario da circa 360 miliardi di euro, alimentato dalla sovraccapacità produttiva di Pechino e da massicci sussidi statali in settori strategici come veicoli ibridi ed elettrici, pannelli solari e componentistica industriale. Di fronte al rischio di deindustrializzazione e alla crescente pressione su certi settori industriali, Bruxelles sta intensificando le misure di difesa commerciale: dazi compensativi, clausole di salvaguardia e tetti alle importazioni, con però il rischio di esporre il fianco a solide contromisure cinesi. Chiedendoci anche in quale misura le difficoltà europee si riflettono o meno sulla Svizzera, paese che contrariamente all’UE dispone di un accordo di libero scambio con la Cina, ne discutiamo a Modem con: · Alessandra Gianella, titolare della ditta SinoCom, consulenza e mediazione interculturale…
Trasporti 45, un progetto tante incognite
MeghallgatvaTutto nasce da una bocciatura popolare, quella del mese di novembre di due anni fa quando il 52% della popolazione respinse il potenziamento delle strade nazionali. Da allora il ministro dei trasporti Albert Rösti ha dapprima incaricato il Politecnico di Zurigo di elaborare uno studio sulle priorità infrastrutturali del nostro Paese, a livello stradale e ferroviario. In seguito il Dipartimento federale diretto dallo stesso Rösti ha elaborato un piano chiamato “Trasporti 45” che prevede interventi lungo la rete delle strade nazionali, le linee ferroviarie e anche nuove realizzazioni per facilitare la mobilità negli agglomerati urbani. Da pochi giorni si è conclusa la procedura di consultazioni su questo progetto e non mancano le critiche, giunte un po’ da tutti i fronti interessati: dai cantoni e dalle associazioni che si muovono attorno al tema della mobilità, sia quelle che difendono l’auto, sia quelle ambientaliste. “Trasporti 45” ha chiamato in causa anche le autorità ticinesi – Governo e Parlamento – che…
Midterm USA, Trump alla resa dei conti
MeghallgatvaUn accordo con Vladimir Putin per far arrivare più gasolio russo sui mercati, la richiesta all’Ucraina di cambiare presidente, una tregua energetica annunciata e subito smentita. A tre settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, Donald Trump piega la politica estera al prezzo della benzina, mentre i sondaggi danno i democratici favoriti alla Camera e in corsa anche per il Senato. Intanto nel Partito repubblicano emerge qualcosa di inedito: il dissenso. Due terzi dei candidati nelle sfide più combattute prendono le distanze dal presidente, che è al minimo storico di popolarità. C’è chi vota contro la guerra in Iran, chi toglie la sua foto dai siti di campagna e chi evita di farsi vedere al suo fianco. È l’inizio della fine dell’era Trump o una semplice tattica elettorale? E i democratici hanno davvero un progetto o vincono solo come voto contro Trump? Cercheremo di fare un po’ di chiarezza nella prima puntata di avvicinamento alle Midterm, parlandone con: Nadia Urbinati, politologa, Columbia…